Il 29 maggio 2026, Venice Lagoon Plastic Free ha ospitato la sesta edizione del suo Workshop Internazionale su Monitoraggio, Rimozione dei Rifiuti Marini ed Economia Blu e Circolare presso la Torre di Porta Nuova dell’Arsenale di Venezia, con il prezioso supporto del Salone Nautico Venezia.
L’evento, inserito nel quadro della Missione UE “Restore our Ocean and Waters”, ha riunito 65 partecipanti in presenza e numerosi collegati da remoto, portando attorno allo stesso tavolo istituzioni, ricercatori, imprese e rappresentanti della società civile provenienti da tutta Europa. Una partecipazione notevole, considerando che la giornata coincideva con uno sciopero nazionale dei trasporti.
Hanno aperto i lavori la Commissione Europea – DG Ricerca e Innovazione, che ha illustrato gli obiettivi della Missione UE e gli strumenti finanziari messi in campo per realizzarli, e della Banca Europea per gli Investimenti, che ha presentato la Clean Ocean Initiative. Tre sessioni tematiche hanno poi scandito il cuore della giornata, esplorando le metodologie e le tecniche per il monitoraggio dei rifiuti marini, le tecnologie mirate alla loro rimozione e raccolta, così come le soluzioni di economia blu e circolare in relazione a tale ambito — offrendo visibilità a progetti tematici finanziati nell’ambito di Horizon Europe, EMFAF, LIFE e Interreg IPA ADRION.
Tra gli esempi più significativi, il progetto INSPIRE, finanziato da Horizon Europe con il supporto di VLPF attraverso la Regione del Veneto, ha presentato un sistema ibrido di contrasto all’inquinamento del fiume Po: una barriera galleggiante sviluppata da River Cleaning, dotata di un sistema di rilevamento dei rifiuti basato sull’intelligenza artificiale, concepita per intercettare la plastica prima che raggiunga l’Adriatico. Un intervento concreto, scelto dalla Regione del Veneto come azione tangibile nell’ambito dell’adesione alla Missione UE — e quanto mai necessario, visto che il solo Po scarica in mare una stima di 145 tonnellate di plastica ogni anno. RanMarine ha invece aperto una prospettiva sul presente ed il futuro di imbarcazioni autonome completamente elettriche, capaci non solo di rimuovere i rifiuti galleggianti, ma di mappare in tempo reale la qualità delle acque, creando una fotografia dinamica della salute dei corsi d’acqua al servizio di ricercatori e amministrazioni locali.
Dal progetto HEUROPE REMEDIES, Next Technology Tecnotessile ha presentato la propria ricerca sulla sostituzione delle reti da pesca convenzionali con alternative biodegradabili — un cambiamento apparentemente silenzioso, ma di grande portata, dato che gli attrezzi da pesca persi o abbandonati in natura rappresentano una delle fonti più perniciose di inquinamento marino. Le reti bio-based, attualmente in fase sperimentale in Sardegna e nelle Cicladi, potrebbero ridurre fino al 60% l’impronta carbonica degli attrezzi da pesca. MED-Hubs, cofinanziato da EMFAF, ha completato il quadro con la sua visione per accelerare l’innovazione nell’economia blu nel Mediterraneo occidentale, mettendo in rete startup e istituzioni attorno alle sfide condivise della pesca sostenibile, dei porti intelligenti e dell’acquacoltura.
Il workshop ha inoltre, ospitato la mostra fotografica Plastic Project di Officina Fotografica N°4, il cui sguardo artistico sulla plastica e sulla vita quotidiana ha offerto ai partecipanti spunti di riflessione ben oltre le sessioni scientifiche. Si sono succedute una Tavola Rotonda sulle Politiche di contrasto al marine litter, condotta da ISOTECH nell’ambito del progetto HEUROPE SeaClear 2.0 — e, nel pomeriggio, un workshop partecipativo che ha coinvolto attori e istituzioni veneziane nella definizione delle priorità per la prevenzione e la mitigazione dell’inquinamento da rifiuti marini, i cui risultati saranno condivisi con la Commissione e il Parlamento Europeo.
Tra i momenti più attesi della giornata, la dimostrazione dal vivo del sistema robotico SeaClear nel bacino dell’Arsenale, realizzata dall’Università Tecnica di Monaco e dalla società francese SubSeaTech con il supporto logistico di ST. La dimostrazione è stata un successo e ha riservato una scoperta inattesa: il SeaCat ha recuperato dal fondale un frammento ligneo di apparente origine antica, che — con il supporto di VLPF — sarà sottoposto a datazione al radiocarbonio.
La sesta edizione ha confermato il ruolo del workshop come forum europeo dinamico all’incrocio tra scienza, innovazione e politica, testimonianza di sei anni di lavoro di Venice Lagoon Plastic Free nello spirito inclusivo e collaborativo della Missione dell’Unione Europea “Restore our Ocean and Waters”.