Dal 19 al 22 ottobre 2025, l’isola di Ischia ha ospitato la quarta edizione della Conferenza Internazionale sull’Inquinamento da Microplastiche nel Mar Mediterraneo (µMED 2025), che ha riunito ricercatori e scienziati di per meglio comprendere una delle sfide più urgenti dei nostri mari.
Venice Lagoon Plastic Free (VLPF), ha relazionato i risultati più salienti d attraverso una presentazione dal titolo Turning ‘Ghost Boats’ into Blue Opportunities: Chemical Fingerprinting and Sustainable Solutions for End-of-Life vessels in Venice
La conferenza, organizzata dall’Istituto per i Polimeri, Compositi e Biomateriali del Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR), è ormai divenuta uno dei forum scientifici più influenti del Mediterraneo su microplastiche e micro-contaminanti.
Nel corso di quattro giorni, esperti hanno discusso sulle origini, il destino e l’impatto delle micro e nanoplastiche negli ecosistemi acquatici. Lo spirito interdisciplinare dell’evento ha rispecchiato la complessità del problema, riunendo chimici, ecologi, ingegneri, e rappresentanti della società civile.
In questo vivace contesto, Venice Lagoon Plastic Free ha condiviso una narrativa locale ma di risonanza globale, essendo “Venezia e la sua laguna” sito del Patrimonio Mondiale (UNESCO 1987). VLPF ha presentato i risultati del proprio programma in corso Ghost Boats, un’iniziativa che identifica, recupera, trasforma le imbarcazioni in vetroresina a fine vita, attraverso filiere innovative.
Le barche a fine vita, diventano “barche fantasma” — quando vengono abbandonate in natura — rilasciando nell’ambiente circostante, microplastiche, fibre di vetro e altre sostanze chimichenocive per la salute umana e per gli ecosistemi marini e terrestri.
Lo studio, sviluppato in collaborazione con la prof.ssa Teresa Cecchi, del dipartimento di chimica della scuola superiore, l’istituto Montani di Fermo, e con la SME GEES Recycling, ha applicato una metodologia analitica verde basata sull’impiego di HS-SPME-GC-MS (Head Space Solid Phase Micro-extraction Gas Chromatography – Mass Spectrometry) al fine di tracciare i composti organici volatili rilasciati nel fango, terriccio, ed acqua adiacenti a scafi in vetroresinaabbandonati in laguna.
I risultati hanno identificato 43 analiti, molti dei quali associati alle impronte molecolari rilasciate dalla degradazione del poliuretano, carburanti, farmaci, e a composti biogenici.
Il metodo analitico ha raggiunto elevati punteggi di sostenibilità (AGREE Prep 0,8; Analytical Eco-Scale 91 su 100), in linea con i principi della chimica verde.
Oltre ai risultati scientifici, la presentazione di VLPF a µMED ha evidenziato come le iniziative dal basso possano integrare in maniera considerevole gli sforzi istituzionali nell’ambito degli obiettivi della Missione UE “Restore Our Ocean and Waters by 2030”.
In assenza di una normativa europea coerente sul fine vita delle imbarcazioni da diporto, Venice Lagoon Plastic Free ha sviluppato un modello partecipativo che combina conservazione, rispristino ambientale ed innovazione industriale.
Grazie al partenariato in corso i materiali provenienti dalle imbarcazioni, siano questi metalli che fibra di vetro, verranno processati. La vetroresina sarà trasformata in pannelli compositi durevoli e a bilancio di carbonio negativo, destinati ad arredi, design urbano e prodotti industriali.
Durante la conferenza, Davide Poletto, direttore di VLPF, ha sottolineato come il programma “Ghost Boats” dimostri che il terzo settore gioca un ruolo fondamentale nel perseguire interessi diffusi e collettivi.
L’approccio combina un’analisi chimica rigorosa con il coinvolgimento della comunità e l’imprenditorialità, incarnando in modo concreto i principi della “ sustainable blue circular economy” (economia circolare blu e sostenibile).
L’iniziativa, che ha già ricevuto riconoscimento a livello europeo è ora estesa tramite il progetto Interreg IPA ADRION JOINABLE, con lo scopo di ampliarne il proprio impatto all’intero del bacino adriatico-ionico.
Per VLPF, i prossimi passi consisteranno nel consolidare le partnership, ampliare i programmi di campionamento della laguna e replicare il modello circolare in altre aree costiere.