VLPF ha partecipato a Ostenda, in Belgio, alla riunione di avvio del progetto Tools4CleanBANOS, finanziato nell’ambito della Missione Oceano di Horizon Europe, il principale programma dell’Unione Europea per la ricerca e l’innovazione. La Missione, una delle cinque promosse dal programma, mira a ripristinare la salute degli oceani, dei mari e delle acque interne entro il 2030. Coordinato dal VLIZ, l’Istituto Marino delle Fiandre, il progetto riunisce 20 organizzazioni di 10 paesi europei che, nei prossimi quattro anni, lavoreranno insieme per prevenire e ridurre l’inquinamento da rifiuti marini e plastica nel Mare del Nord e nel Mar Baltico.
La manutenzione e la pulizia delle coste e delle acque interne spettano spesso a città e amministrazioni regionali, che tuttavia raramente dispongono di informazioni chiare e affidabili su cui basare le proprie scelte. Per supportarle, Tools4CleanBANOS svilupperà una “cassetta degli attrezzi – tool box” digitale che metterà a disposizione metodi scientifici consolidati e dati, indicando alle autorità come individuare i rifiuti, rimuoverli e, soprattutto, impedire che raggiungano il mare. Lo strumento aiuterà inoltre a risalire alle fonti dell’inquinamento, a scegliere gli interventi più adeguati e a diffondere le soluzioni più efficaci. Il Toolbox sarà progettato insieme alle autorità che lo utilizzeranno e i relativi dati resteranno liberamente accessibili anche dopo la conclusione del progetto.
Prima di essere diffusa su scala più ampia, sarà sperimentata in cinque contesti reali, i cosiddetti “casi studio”, ciascuno dedicato a una diversa forma di inquinamento. A Kiel, in Germania, l’attenzione sarà rivolta agli attrezzi da pesca persi o abbandonati in mare; a Riga, in Lettonia, ai mozziconi di sigaretta sulle spiagge. Rotterdam, nei Paesi Bassi, lavorerà alla riduzione della plastica nel delta fluviale, mentre ad Oslo, in Norvegia, ci si occuperà delle microplastiche rilasciate dagli pneumatici e accumulate nella neve. Il quinto caso d’uso, a Portsmouth, nel Regno Unito, riguarderà le imbarcazioni a fine vita abbandonate dai proprietari. Grazie a un meccanismo di finanziamento a cascata, altre regioni potranno successivamente richiedere al progetto risorse, messe a bando.
VLPF è responsabile del caso d’uso di Portsmouth, sulla costa meridionale dell’Inghilterra, in collaborazione con il Langstone Harbour Board. Le baie di Portsmouth e Langstone sono acque costiere poco profonde, caratterizzate da piane fangose, barene e habitat protetti, un ambiente molto simile a quello della Laguna di Venezia. E come la Laguna comunica con l’Adriatico attraverso le bocche di porto, queste due baie si aprono sul Solent, il braccio di mare che separa l’Isola di Wight dall’Inghilterra. La maggior parte delle imbarcazioni abbandonate è in vetroresina, un materiale plastico molto difficile da riciclare. Lasciate all’ormeggio o arenate lungo le rive, si degradano lentamente, rilasciando nell’acqua microplastiche di fibre di vetro che si disperdono nell’ambiente, impattando sull’ecosistema marino.
Nel 2024, un gruppo di ricercatori dell’Università di Brighton ha rilevato particelle di fibra di vetro in ostriche e cozze raccolte nei pressi di un cantiere nautico nel porto di Chichester, a poche miglia a est di Portsmouth: era la prima volta che la fibra di vetro veniva individuata nella catena alimentare. Le ostriche contenevano 11.220 particelle per chilogrammo e le cozze 2.740, un dato che solleva serie preoccupazioni sia per la fauna marina sia per chi consuma questi molluschi. Gli stessi ricercatori hanno sollecitato una gestione più efficace delle imbarcazioni a fine vita, per evitare che la contaminazione si persista e si diffonda.
L’obiettivo di VLPF è individuare tempestivamente queste imbarcazioni grazie all’app EOL Boat Buster, sviluppata nell’ambito del progetto JOINABLE (programma Interreg IPA ADRION) e attualmente in fase di sperimentazione in sei paesi affacciati sul Mare Adriatico e sul Mar Ionio. Una volta identificate le imbarcazioni, VLPF collaborerà con le autorità locali per la loro rimozione e per individuare soluzioni di riutilizzo o riciclo della vetroresina, riducendo le quantità di materiale conferite in discarica. L’approccio si fonda sull’esperienza maturata a Venezia, dove VLPF ha già rimosso dalla laguna 39 imbarcazioni a fine vita.
VLPF coinvolgerà, inoltre, le comunità locali nella raccolta dei dati sull’inquinamento in loco, promuoverà attività di sensibilizzazione e affiancherà le regioni interessate nell’adozione delle soluzioni del progetto. Dalla Laguna di Venezia al Solent, la sfida è la stessa: intervenire prima che la plastica si frammenti in particelle troppo piccole per essere recuperate!
VLPF ringrazia il VLIZ per l’ospitalità e la riuscita dell’incontro d’avvio del progetto, e tutti i partner per il loro contributo
