Venice Lagoon Plastic Free continua la sua collaborazione con Trafalgar, uno dei più grandi tour operator al mondo. Questa partnership permette ai gruppi di viaggiatori di confrontarsi direttamente con la realtà dell’inquinamento da plastica monouso (SUP) in uno degli ecosistemi marini più fragili del mondo.
La portata del problema va ben oltre ciò che accade sulle rive di Venezia. A livello globale, solo il 9% della plastica mai prodotta viene riciclata. Il 19% viene incenerito, il 49% finisce nelle discariche e il restante 22% viene gestito in modo improprio, bruciato all’aperto, scaricato nei corsi d’acqua o smaltito attraverso sistemi non sicuri. La stragrande maggioranza della plastica non ritorna mai nell’economia come risorsa utile, e il riciclaggio da solo non può colmare questa lacuna. Un’economia della plastica veramente circolare richiede un intervento lungo l’intera catena del valore, dalla progettazione di prodotti pensati per il riutilizzo e la riciclabilità al miglioramento della raccolta, della cernita, delle infrastrutture e dei mercati per i materiali riciclati. L’obiettivo non è semplicemente gestire una maggiore quantità di rifiuti, ma, innanzitutto, produrne meno.
Pochi luoghi rendono questa sfida tangibile come Venezia. Secondo i dati ufficiali più recenti, la città registra 5,88 milioni di pernottamenti turistici, mentre il numero totale di visite annuali, compresi gli escursionisti giornalieri, è stimato tra i 25 e i 30 milioni. Con una media di due bottiglie di plastica consumate a persona al giorno, il numero potenziale di bottiglie raggiunge le decine di milioni ogni anno e, data la stretta vicinanza tra terra e acqua in questa città, una parte considerevole finisce nella laguna. Le bottiglie d’acqua in plastica sono infatti il secondo tipo di rifiuto più comune riscontrato nei dati di monitoraggio della VLPF.
È in questo contesto che prende forma la collaborazione con Trafalgar. I volontari della VLPF incontrano regolarmente i gruppi turistici di Trafalgar durante il loro soggiorno a Venezia, illustrando loro il problema dei rifiuti marini e dell’inquinamento da plastica monouso, nonché le piccole azioni che i visitatori possono intraprendere per ridurre il proprio impatto ambientale. Ogni gruppo riceve una bottiglia di vetro riutilizzabile, insieme a una mappa delle 141 fontane pubbliche sparse per la città, realizzata in collaborazione con l’associazione veneziana Venice Tap Water. La mappa riporta anche informazioni sulla qualità e la sicurezza dell’acqua potabile di Venezia, sfatando il comune pregiudizio turistico secondo cui l’acqua del rubinetto della città non sia potabile. Ne consegue un semplice cambiamento di abitudine: invece di acquistare bottiglie di plastica usa e getta durante il soggiorno, i viaggiatori si riforniscono alle fontane della città. Di conseguenza, sono già state evitate migliaia di bottiglie di plastica usa e getta.
L’iniziativa riflette l’impegno in senso ampio di VLPF nei confronti della missione dell’UE “Restore our Ocean and Waters”, che mira a proteggere e ripristinare la salute dei mari e delle acque interne europee attraverso la ricerca, l’innovazione, la cittadinanza attiva e un’economia circolare blu. In collaborazione con Trafalgar, Venice Lagoon Plastic Free continua a dimostrare che il turismo responsabile non è solo un’aspirazione per Venezia, ma un obiettivo raggiungibile.